sabato 9 dicembre 2017

DEGUSTANDO CAVA ... in Repubblica Dominicana.

Alla SCOPERTA dei  Vini Spagnoli importati in Repubblica Dominicana:


Il mercato del vino in Repubblica Dominicana è basato sulle importazioni, 
fanno la parte del leone Spagna (circa 36%), Stati Uniti (25%), Cile ( 23%) seguiti da 
Argentina, Francia, Italia, Austria.
I dominicani sono dei 'gran bevitori', ma per cultura e tradizione bevono soprattutto birra e super alcolici, in particolare rum. E' comunque in lenta, ma costante crescita, l'interesse per il vino, a pari passo con il crescere del tenore di vita. Ma è nei ristoranti, negli alberghi e nei locali dove si ha la maggior richiesta. Il turismo è molto vario e la Repubblica Dominicana richiama turisti da ogni parte del mondo, moltissimi europei ma anche russi ed americani. Molti sono anche i residenti stranieri e questo fa sì che i supermercati più grossi abbiano sempre un settore con parecchi scaffali dedicati al vino, discretamente forniti. Haimè ... per ora la scelta più  scarsa riguarda  i vini italiani, poche le etichette...  e le cantine presenti... !

Qui a Las Terrenas nella Penisola di Samanà, ma un po' in tutta l'isola già dal mese scorso si respira
un'aria di festa da clima natalizio, alberi di Natale ed addobbi spuntano ovunque... anche se ci sono 29 gradi !
E quando si parla di feste è impossibile non pensare a spumanti e bollicine...
Questi sono i 2 Metodi Classici degustati, e bevuti per voi... in questi giorni: 
 2 cava di 2 cantine diverse, stessa fascia di prezzo. Molto diversi fra loro.

Origen CAVA Brut Nature - VALLFORMOSA - (11,5%) 
Vitigni: Macabeo, Xarel-lo, Parellada.

Raccolta manuale delle uve. Il Macabeo viene vendemmiato a inizio settembre, mentre lo Xarel-lo verso la metà  e le uve Parellada la prima settimana di Ottobre.

Perlage fine e persistente, forma una bella corona nel calice. Colore paglierino chiarissimo con qualche riflesso quasi verdolino. L'impatto olfattivo è fresco, minerale, citrino ed  anticipa un palato
ricco di ricordi di pompelmo e lime. Una bella acidità invita ad un altro sorso.
Solo 12 mesi sui lieviti.  Poco persistente... peccato. E' comunque un pa' dosè piacevole, dissetante, da bere in una calda serata estiva... o in una delle tante belle serate caraibiche qui a Samanà. Lo abbinerei facilmente con degli antipasti di pesce crudo o con un piatto più povero ma sfiziosissimo tipico di queste zone: il platano frito.

 Ottimo rapporto qualità/prezzo. Circa 500 pesos dominicani.









Federico Paternina - CAVA Vintage Brut 2014  Banda Azul  - MARQUES De LA CONCORDIA. (11,5%)
Vitigni: Macabeo 40%, Xarel-lo 30%, Parellada 30%.



Giallo paglierino con bollicine abbastanza fini e numerose.
Conquista all'olfatto con una esplosione di profumi, che lasciano intendere un periodo più lungo sui lieviti rispetto al cava precedente. Apre su note di pan brioche, torta al limone, fiori di zagara e canditi. Sorso fresco, equilibrato. Bollicine un po' aggressive al palato. Lunga scia citrina con ritorni di pompelmo giallo. Convince più all'olfatto che al gusto.
Abbinamenti: pesci grassi o come aperitivo accompagnato da del pane tostato con burro e salmone.
Osando...si potrebbe accostare bene anche ad un piatto natalizio tipico italiano: Cotechino (o Zampone) con lenticchie.
Ottimo rapporto qualità prezzo, circa 500 pesos dominicani.


CONSIDERAZIONI FINALI:  Premetto, sono spumanti fascia medio/bassa, con ottimo rapporto qualità prezzo. Tra i 2 cava degustati, la mia preferenza cade sul primo, malgrado non sia molto 
persistente, il dosaggio zero e la bella acidità conquistano... impossibile non finire la bottiglia.
Il secondo più complesso nei profumi e molto più persistente, ha un dosaggio più alto (che io non amo molto) e una bollicina un po' aggressiva che disturba un po' al palato...mentre il primo ha un perlage elegante.






giovedì 30 novembre 2017

COSTIERES de NIMES AOC - Mission - Saint Pierre - 2015 PIERRE VIDAL

Alla SCOPERTA dei VINI FRANCESI importati in Repubblica Dominica:
COSTIERES de NIMES AOC  - Mission - Saint Pierre - 2015 PIERRE VIDAL .

Inizia il mio percorso alla scoperta dei vini che arrivano in Repubblica Dominicana, e più precisamente nella Penisola di Samanà.




La popolazione di Las Terrenas è molto varia, molti stranieri vivono qui da diversi anni, tra questi una importante comunità di francesi, forse per questo motivo è molto facile trovare vini provenienti dalla Francia, sia rossi che bianchi  e perfino Champagne.
Inoltre da quanto ho intuito, rispetto ai vini italiani, quelli francesi, argentini, cileni e spagnoli hanno costi di dogana un po' più bassi.
Ma su questa questione ci ritorneremo più avanti...

Stasera nel bicchiere abbiamo un vino rosso della Cote du Rhone, Costieres de Nimes AOC - Mission - Saint Pierre 2015 .

La Costieres de Nimes è una denominazione (AOC) situata all'estremo sud-ovest della Valle del Rodano, a nord ovest della Camargue e nella regione delle Costieres. Comprende principalmente vini rossi e rosati e solo un 10% di vini bianchi.
Il vitigni coltivati ed utilizzati per il rosso sono:  il carignan (40% max) seguito da grenache (minimo 25% ) ,mourvedre e syrah insieme o separatamente per un massimo del 20%.

Nel calice si presenta di un bel colore rubino, vivace, abbastanza trasparente. Accattivante all'olfatto, apre con  profumi di rovo quasi selvatici, leggere sfumature di goudron. Sorso piacevole con ricordi di piccoli frutti scuri. Tannino gentile che permette di servire questo vino anche a 16 / 15 gradi. Non molto persistente... Peccato...! ma ottimo rapporto qualità / prezzo circa 400 pesos, l'equivalente di 8 euro (prezzo da drink shop ).


domenica 7 maggio 2017

VinNatur: ...il difficile percorso del 'TOGLIERE' invece di 'AGGIUNGERE' !!



VinNatur  8 - 9 - 10 Aprile 2017



Natura è una parola che deriva dal latino natura, dal verbo nasci,
cioè nascere, Wikipedia ci riporta che letteralmente significa
ciò che sta per nascere”.

Mi piace come definizione, mi rimanda ad un’idea di continua
trasformazione e movimento, cosa che osserviamo banalmente
con i nostri occhi con lo scorrere delle stagioni.
Quando quindi parliamo di Vini Naturali stiamo forse dicendo
un’eresia ?
Un’eresia forse no, sta di fatto, che il vino non è un elemento della
Natura, ma nasce con l’intervento dell’uomo...quindi non potrà mai
essere al 100% naturale…

Una cosa però è certa, intervenendo il meno possibile nelle fasi di
lavorazione,portando avanti un’agricoltura sostenibile in grado di
rispettare l’ecosistema e cercando un punto di equilibrio tra il vigneto
e le altre forme di vita, sia vegetali che animali…
stiamo effettivamente lavorando in sintonia con la Natura.
Ciò che ne uscirà non sarà un prodotto preconfezionato dall’uomo,
ma l’uomo accompagnerà semplicemente l’uva nella lenta e
splendida trasformazione in nettare degli dei.

Avremo vini sicuramente più sani, più veri, più rappresentativi del
territorio, diversi a seconda dell’annata.

Questa sensibilità verso il sano, verso il vero, verso l’autentico sta
crescendo molto negli ultimi anni, e non voglio pensare che sia solo
una moda. Esiste una maggiore consapevolezza del consumatore.

Tutto ciò non riguarda solo i vini, ma tutta l’agricoltura e l’allevamento
in generale.
Rispetto a ‘una volta’ abbiamo l’aiuto delle tecnologie che ci possono
agevolare nel difficile percorso del ‘togliere’ invece di ‘aggiungere’ !

Quest’anno i produttori presenti a VinNatur a Villa Favorita sono
ulteriormente aumentati e l’afflusso del pubblico è stato notevole e di
grande qualità.
Sono riuscita in 2 giorni a degustare solo una piccola parte dei vini degli
oltre 170 produttori europei. Le ‘puzzette’ nei vini, giustificate col dire
‘sono vini naturali’, si ritrovano, per fortuna, sempre meno, indice di una
maggiore esperienza e serietà da parte dei vignaioli e cantinieri.
Chi produce vini naturali sa benissimo che non può contare sull’aiuto della
chimica e quindi  deve partire dalla vigna con uve
perfettamente sane, ed avere un’attenzione maniacale per quanto
riguarda la  pulizia in cantina e tutte le fasi della lavorazione.
Ho notato un crescente aumento dell’utilizzo dell’anfora e un ritorno al
cemento.
Mentre per quanto riguarda l’uso del cemento, ho trovato sempre belle o
discrete espressioni, sull’anfora ed i vini orange a tutti i costi ...nutro
qualche perplessità.
Ci sono dei gioielli, delle perle rare, ma ho trovato anche dei vini un po’
‘costretti’ un po’ piegati ad una tendenza...che non è per tutti.
Un bel paio di scarpe tacco 12, di un numero in meno.



Mi sono persa negli assaggi degli innumerevoli vini dell’unica cantina
austriaca presente PLODER ROSEMBERG.  Ecco qui quelli, a primo
impatto, i più interessanti:
FEJRO (fuoco) 2015 : sauvignon gris e chardonnay, solo anfora.
Un orange wine di tutto rispetto, con sentori agrumati e buccia d’arancia.
Un bel sorso accompagnato da un’adeguata freschezza.
TERO (terra) : chardonnay e sauvignon gris, anfora. Oro antico quasi
aranciato.
Un bouquet intrigante, floreale con vivi accenti di frutta disidratata.
Minerale, bilanciato da una giusta freschezza. Lunga scia di mandarino
cinese.
AERO (aria) : sauvignon blanc, gewurztraminer,  muskateller, muscaris.
Anfora.
Veste dorata, rispetto agli altri due si sente l’impronta aromatica del
gewurztraminer, una rosa bianca che affiora tra note di frutti tropicali.
Sorso fresco e sapido.

Unico produttore di Sautern presente: DOMAINE DES ROUGE QUEUES
(agricoltura biologica e biodinamica) . Il più interessante in degustazione
il SAUTERN Maranges Premier Cru 2015, un trionfo di spezie, rosa canina.
Quasi astringente al palato, bellissima freschezza.
Un bebè da assaporare ad un prezzo più che abbordabile per questa tipologia
24,80 euro +IVA.



Non amo particolarmente il Pinot Meunier negli Champagne, prediligendo
il Pinot Nero, quindi a volte ingiustamente snobbo un po’ la Valle de la Marne,
ma con TARLANT si può fare eccezione; elegantissimo il suo Brut Nature
(⅓ chardonnay, ⅓ pinot nero, ⅓ pinot meunier) . Citrino, agrumato, solletica il
naso con sentori di paglia e piccola pasticceria. Lunghissimo in bocca con ritorno
di agrume e splendida mineralità.
Ma il fiore all’occhiello in degustazione è stato Oeuilly Rouge Coteaux Champenois Stupisce per il colore rosso rubino ed il  perlage fine ed elegante.
Ci viene presentato come solo pinot nero, anche sel sul sito ufficiale della maison
viene riportata una piccola percentuale anche di pinot meunier.
Bello il ricordo di piccoli frutti che si svelano al naso per poi ritrovarli anche al palato.

Nella Coteaux Sud d’Epernay troviamo la maison Domaine Laherte Frères.
L’azienda produce dal 1889 e possiede vigneti in una decina di villaggi
lungo la Marna e nella Cote de Blanc. Grazie a giovane Aurèlien Laherte
la produzioneè stata condotta alla pratica della biodinamica.
Tra i prodotti degustati spicca il loro Champagne Extra Brut 2011
(50% pinot nero, 50% chardonnay ) dall’attacco e sorso molto  citrini.

Ma per la Francia, una stella che ha brillato più di altre per eleganza  
è senza dubbio la cantina MAS ZENITUDE della zona di Herault a
Saint-Jean-de-Fos nella regione della Linguadoca-Roussillon, spesso
poco considerata rispetto le altre regioni vitivinicole francesi.  
Ogni vino una classe e pulizia disarmanti.
Questi i miei preferiti:
Solestice 2012: 50% clairette 50% grenache blanc.
Matura in barrique di 5° / 6° passaggio. Sentori dolci al naso si fondono
con note floreali di zagara. Minerale efresco, senza fine.
Solestice 2013: 50% clairette 50% grenache blanc.
Un bel colore quasi aranciato anticipa scorze di agrumi, canditi e
albicocca disidratata.
Poi affiorano note di erbe aromatiche, chinotto e mandarino.
E’ un bouquet complesso che conquista. Al palato è caldo e morbido.
Vent D’Anges 2013: carignano in purezza per questo bicchiere dal
color rubino trasparente, frutto di uve provenienti da vigneti centenari.
Niente solfiti aggiunti e pratica della biodinamica. Traspira gioventù,
mentre inebria con sentori  di rosa rossa, rovo, ribes rosso.
Audace 2013 : cinsault 100%. Solo cemento per questo vino rosso
color rubino, trasparente. Elegante con ricordi di amarena e piccoli
frutti rossi come il ribes.Fresco e quasi astringente al palato.
Equinox 2014:  carignano e merlot. Solo cemento come del resto
tutti i loro vini rossi. Sicuramente da aspettare.
Mostra un frutto fresco e succoso,piccoli frutti scuri.


Nella Regione della JURA invece mi sono lasciata conquistare dal
Fleur de Savagnin 2015  “en chalasse” (ouillè) della cantina
DOMAINE LABET :
terreni di marna blu, 100% Savagnin, vitigno rappresentativo e molto
interessante
di questa regione. La cantina produce due tipologie: Vins de voile
quella più tipica dello Jura, barrique usate scolme, che facilitano
lo svilupparsi di una voile di lieviti che protegge il vino dall’ossidazione
e conferisce degli aromi particolari. Vins ouillè, la barrique viene
riempita per evitare la formazione
della voile, cercando l’espressione più pura e vera del vitigno e del
terroir, come nel caso di questo Savagnin che ho preferito tra tutti
i vini in degustazione della cantina.Un bouquet floreale ed agrumato,
con ricordi di pompelmo. Una mineralità spiccata data da sentori
di pietra. Un sorso elegante. Molto interessante. Ne ho acquistato
delle bottiglie da riassaggiare con calma a casa.
Molto interessante comunque anche il loro Chardonnay
Vin de voile 2012,all’olfatto timo, maggiorana, netti sentori di
pietra scura, pietra focaia. Al palato sapidità  bilanciato da una
bella freschezza.

Nella regione della Languedoc ho incontrato questa realtà:
DOMAINE DE COURBISSAC che mi è piaciuta, e soprattutto mi ha
convinta il loro Orange 2016: da vitigni muscat e marsanne.
Lieviti indigeni e fermentazioni spontanee. Dorato quasi ramato
con riflessi aranciati, ventaglio olfattivo elegante giocato su note agrumate,
mandarino cinese e spezie esotiche.
Sorso caldo, minerale equilibrato da una bella freschezza.



In Borgogna ho trovato notevoli i vini della cantina
DOMAINE DES ROUGE QUEUES.
Il mio preferito, tra quelli in degustazione, il Premier Cru Moranges
2015, da dimenticare in cantina, pinot nero in purezza che si fa sentire
con una bella rosa canina all’olfatto e una manciata di spezie.
In bocca è astringente, ancora scalpitante con una bellissima freschezza.
 (Prezzo in cantina 24,8 + IVA)

In terra Slovena nel Carso ho trovato molto interessante la
Malvazija 2009 di STEMBERGER, lieviti indigeni e lunghe macerazioni.

Mentre in Catalogna mi sono fatta coccolare dalle bollicine dello spumante
Blanc de Blancs Brut Nature della cantina CLOS LENTISCUS,
pionieri dei vini naturali senza solfiti in Spagna. Un bouquet fine con
sentoridi fieno e paglia, accenni di crosta di pane e tostatura.
Buon equilibrio tra sapidità e freschezza al palato. Bollicina fine ed
elegante.

Ma tornando a casa in Italia, molte sono stati gli assaggi degni di nota.

Due Montepulciano d’Abruzzo molto interessanti sono stati quelli della
cantina AUSONIA che apprezzavo e conoscevo già e quello della cantina
RABASCO.
Il primo contraddistinto da una bella etichetta essenziale con una grande
farfalla nera stilizzata, annata 2014, solo acciaio, elegante rosa canina,
quasi astringente in bocca, da aspettare. Il secondo, due annate,
la 2014  e la 2015.Più interessante il Montepulciano 2015 dal naso
ricco di piccoli frutti scuri, mora, rovo. Caldo con tannino nobile,
elegante. Di corpo. Più consistente dell’annata precedente.

L’ Alto Adige difficilmente delude. Puliti e freschi i vini dell’ Az. agricola
RADOAR .Pochi ettari, rese basse e vigneti a 800 mslm.
Da segnalare il Muller Thurgau 2015  ETZA, da una selezione delle uve ,
matura in legno, più strutturato e complesso del Muller Thurgau 2015
(base).Esordisce all’olfatto con un mazzetto di erbe aromatiche e
l’inconfondibile mela verde. Fresco e minerale al palato.
Pulisce la bocca piacevolmente e l’impatto della maturazione in botte
risulta discreta lasciando spazio alle note varietali.

L’Aglianico è il ‘Barolo del sud’ e l’interpretazione dell’ azienda
agricola campana IL CANCELLIERE ( Montemarano in pr. di Avellino)
mi è piaciuta molto. Ottimi  tutti i prodotti degustati, ma soprattutto
l’Aglianico 2013, acciaio e poi maturazione in botte grande per
1 anno. Bouquet ricco;  rovo, note floreali di tulipano rosso, piccoli
frutti scuri. Succoso in bocca, fresco e molto tannico.
Taurasi 2011, matura 2 anni in botte grande per poi sostare
almeno un annoin bottiglia. All’olfatto è un rincorrersi di frutta viola,
piccoli frutti scuri, fiori rossi, liquirizia, note balsamiche e mentolate.
In bocca è un guanto di velluto, morbido, ma bilanciato da bella
freschezza e sapidità, poi mostra gli artigli con un tannino ben presente,
ma elegante.
Per le bollicine italiane sono loro 
 i Re di Villa Favorita :
CA’ del VENT e
CASA  CATERINA, che seguo ed
amo da parecchi anni.
Tra i vini in degustazione, tutti validi,
i miei preferiti sono stati:
Blanc de Blanc 2012 Pas Operè
di Ca’ del Vent, molto complesso, una
esplosione di agrumi, miele, resina e
scorzette d’arancia disidratate.
Fresco e sapido al palato.
Le Vieux de la Maison 2002 Brut Nature
di Casa Caterina (pinot grigio, pinot bianco),
grande bouquet da lunghissima sosta
sui lieviti,paglia, fieno si intrecciano a
sentori più complessi di tostato, noccioline e note fumè.Perlage fine elegante,
gentile al palato.


Bella sorpresa trovare in questo contesto la cantina piemontese
F.lli BARALE, che conosco da molto tempo e ho avuto il piacere
di visitarequalche annofa nel centro storico di Barolo.
Hanno sempre avuto un occhio attento al sano e al rispetto dell’ambiente
circostante, quindi aderire a
VinNatur è stato per loro un passaggio quasi naturale, la conseguenza
di una  filosofia portataavanti negli anni.
In assaggio un nobile Barolo 2013, dal bouquet intrigante di liquirizia,
viola, fiori secchi e una pizzico di spezie che anticipa un palato dal
tannino elegante e un sorso fresco.  
Bella interpretazione anche per il Barbera 2015 “La Preda”,
con leggera surmaturazione delle uve. Ancora un po’ giovane e aspro
in bocca di ribes rosso. Da aspettare, ma promette bene.

Rimanendo in Piemonte, ci spostiamo a San Marzano Oliveto in
provincia di Asti è qui che troviamo la fattoria CARUSSIN di BRUNA FERRO,
non si produce solo vino, ma anche birra e si allevano simpatici asinelli
per divertire grandi e piccini.
Notevole il loro LIA VI’ Barbera d’Asti 2016 dal nome dell’uccello
migratore  che sosta nella vigna. Nel vigneto  e cantina conduzione
biodinamica. Matura in cemento. Caratterizzato da profumi che ricordano
la rosa canina,l’arancia rossa. Bella freschezza al palato.

Sempre in Piemonte ho trovato questa affascinante realtà, solo un ettaro di vigneto
per la cantina COUTANDIN DANIELE a Borgata Ciabot - Perosa Argentina
in pr. di Torino. Nata nel 1997 per tentare di riportare in vita il Ramiè
un antico vino della tradizione prodotto con vitigni locali: Avarengo,
Chatus, Bequet… e molti altri.
Le vigne si trovano a circa 650 - 800 mslm, ma l’esposizione al sole
e le  temperature sono così miti e calde che fra i filari, crescono capperi,
finocchietto selvatico e fichi d’india, quasi a ricordare un paesaggio del
sud d’Italia.
Mi sono innamorata di questo Ramiè 2015, solo acciaio.
Profumi puliti di rovo e piccoli frutti, soffi di petali di rosa.
Equilibrato in bocca. Non ho resistito ad acquistarne un paio di bottiglie,
per bermelo  con calma a casa. Una chicca da non perdere.

A volte è bello ‘vincere facile’ e quindi,  come non fare una visita alla
cantina MARCO DE BARTOLI, a Marsala in Sicilia ?  
Tutti cavalli di razza i suoi prodotti, supremi il suo Grillo 2015 un bouquet
di fiori di zagara e agrumied il Vecchio Samperi (Grillo 100%),
fermentazione in fusti di rovere e castagno a temperatura ambiente.
Matura per circa 20 anni, con un’aggiunta del 5% di vinopiù giovane ogni
anno, utilizzando il tradizionale metodo perpetuo.
Un bel color oro che anticipa un ventaglio olfattivo ampio ed intrigante.
Frutta secca, datteri, resina, agrumi canditi ed un sorso che non si
dimentica.

Ma anche la mia regione ha proposto delle super eccellenze, ed
eccomi davanti al banco d’assaggi della cantina PICCININ DANIELE
a San Giovanni Ilarione ai piedi della Lessinia, nella Val d’Alpone.
Eleganti e caratterizzate da una stupenda freschezza e mineralità le
bollicine Metodo Classico Pa’ Dosè, 24 mesi sui lieviti, a base di
durella in purezza, un vitigno tipico di questa zona.
Veramente intriganteil Muni Bianco 2015, un vino fermo, non filtrato,
da uvaggio 70% chardonnay e 30% durella.
Lo chardonnay fa macerazione sulle bucce. Si presente con un bel
color oro. Al naso l’impatto olfattivo è notevole e complesso.
Le note fruttate, di susina verde in primis, si intrecciano a quelle
floreali di rubina, di lievito e ai sentori minerali di sasso.
Un vino di corpo, grande struttura. Sapido  e fresco di notevole
persistenza. Complimenti Daniele !