domenica 7 maggio 2017

VinNatur: ...il difficile percorso del 'TOGLIERE' invece di 'AGGIUNGERE' !!



VinNatur  8 - 9 - 10 Aprile 2017



Natura è una parola che deriva dal latino natura, dal verbo nasci,
cioè nascere, Wikipedia ci riporta che letteralmente significa
ciò che sta per nascere”.

Mi piace come definizione, mi rimanda ad un’idea di continua
trasformazione e movimento, cosa che osserviamo banalmente
con i nostri occhi con lo scorrere delle stagioni.
Quando quindi parliamo di Vini Naturali stiamo forse dicendo
un’eresia ?
Un’eresia forse no, sta di fatto, che il vino non è un elemento della
Natura, ma nasce con l’intervento dell’uomo...quindi non potrà mai
essere al 100% naturale…

Una cosa però è certa, intervenendo il meno possibile nelle fasi di
lavorazione,portando avanti un’agricoltura sostenibile in grado di
rispettare l’ecosistema e cercando un punto di equilibrio tra il vigneto
e le altre forme di vita, sia vegetali che animali…
stiamo effettivamente lavorando in sintonia con la Natura.
Ciò che ne uscirà non sarà un prodotto preconfezionato dall’uomo,
ma l’uomo accompagnerà semplicemente l’uva nella lenta e
splendida trasformazione in nettare degli dei.

Avremo vini sicuramente più sani, più veri, più rappresentativi del
territorio, diversi a seconda dell’annata.

Questa sensibilità verso il sano, verso il vero, verso l’autentico sta
crescendo molto negli ultimi anni, e non voglio pensare che sia solo
una moda. Esiste una maggiore consapevolezza del consumatore.

Tutto ciò non riguarda solo i vini, ma tutta l’agricoltura e l’allevamento
in generale.
Rispetto a ‘una volta’ abbiamo l’aiuto delle tecnologie che ci possono
agevolare nel difficile percorso del ‘togliere’ invece di ‘aggiungere’ !

Quest’anno i produttori presenti a VinNatur a Villa Favorita sono
ulteriormente aumentati e l’afflusso del pubblico è stato notevole e di
grande qualità.
Sono riuscita in 2 giorni a degustare solo una piccola parte dei vini degli
oltre 170 produttori europei. Le ‘puzzette’ nei vini, giustificate col dire
‘sono vini naturali’, si ritrovano, per fortuna, sempre meno, indice di una
maggiore esperienza e serietà da parte dei vignaioli e cantinieri.
Chi produce vini naturali sa benissimo che non può contare sull’aiuto della
chimica e quindi  deve partire dalla vigna con uve
perfettamente sane, ed avere un’attenzione maniacale per quanto
riguarda la  pulizia in cantina e tutte le fasi della lavorazione.
Ho notato un crescente aumento dell’utilizzo dell’anfora e un ritorno al
cemento.
Mentre per quanto riguarda l’uso del cemento, ho trovato sempre belle o
discrete espressioni, sull’anfora ed i vini orange a tutti i costi ...nutro
qualche perplessità.
Ci sono dei gioielli, delle perle rare, ma ho trovato anche dei vini un po’
‘costretti’ un po’ piegati ad una tendenza...che non è per tutti.
Un bel paio di scarpe tacco 12, di un numero in meno.



Mi sono persa negli assaggi degli innumerevoli vini dell’unica cantina
austriaca presente PLODER ROSEMBERG.  Ecco qui quelli, a primo
impatto, i più interessanti:
FEJRO (fuoco) 2015 : sauvignon gris e chardonnay, solo anfora.
Un orange wine di tutto rispetto, con sentori agrumati e buccia d’arancia.
Un bel sorso accompagnato da un’adeguata freschezza.
TERO (terra) : chardonnay e sauvignon gris, anfora. Oro antico quasi
aranciato.
Un bouquet intrigante, floreale con vivi accenti di frutta disidratata.
Minerale, bilanciato da una giusta freschezza. Lunga scia di mandarino
cinese.
AERO (aria) : sauvignon blanc, gewurztraminer,  muskateller, muscaris.
Anfora.
Veste dorata, rispetto agli altri due si sente l’impronta aromatica del
gewurztraminer, una rosa bianca che affiora tra note di frutti tropicali.
Sorso fresco e sapido.

Unico produttore di Sautern presente: DOMAINE DES ROUGE QUEUES
(agricoltura biologica e biodinamica) . Il più interessante in degustazione
il SAUTERN Maranges Premier Cru 2015, un trionfo di spezie, rosa canina.
Quasi astringente al palato, bellissima freschezza.
Un bebè da assaporare ad un prezzo più che abbordabile per questa tipologia
24,80 euro +IVA.



Non amo particolarmente il Pinot Meunier negli Champagne, prediligendo
il Pinot Nero, quindi a volte ingiustamente snobbo un po’ la Valle de la Marne,
ma con TARLANT si può fare eccezione; elegantissimo il suo Brut Nature
(⅓ chardonnay, ⅓ pinot nero, ⅓ pinot meunier) . Citrino, agrumato, solletica il
naso con sentori di paglia e piccola pasticceria. Lunghissimo in bocca con ritorno
di agrume e splendida mineralità.
Ma il fiore all’occhiello in degustazione è stato Oeuilly Rouge Coteaux Champenois Stupisce per il colore rosso rubino ed il  perlage fine ed elegante.
Ci viene presentato come solo pinot nero, anche sel sul sito ufficiale della maison
viene riportata una piccola percentuale anche di pinot meunier.
Bello il ricordo di piccoli frutti che si svelano al naso per poi ritrovarli anche al palato.

Nella Coteaux Sud d’Epernay troviamo la maison Domaine Laherte Frères.
L’azienda produce dal 1889 e possiede vigneti in una decina di villaggi
lungo la Marna e nella Cote de Blanc. Grazie a giovane Aurèlien Laherte
la produzioneè stata condotta alla pratica della biodinamica.
Tra i prodotti degustati spicca il loro Champagne Extra Brut 2011
(50% pinot nero, 50% chardonnay ) dall’attacco e sorso molto  citrini.

Ma per la Francia, una stella che ha brillato più di altre per eleganza  
è senza dubbio la cantina MAS ZENITUDE della zona di Herault a
Saint-Jean-de-Fos nella regione della Linguadoca-Roussillon, spesso
poco considerata rispetto le altre regioni vitivinicole francesi.  
Ogni vino una classe e pulizia disarmanti.
Questi i miei preferiti:
Solestice 2012: 50% clairette 50% grenache blanc.
Matura in barrique di 5° / 6° passaggio. Sentori dolci al naso si fondono
con note floreali di zagara. Minerale efresco, senza fine.
Solestice 2013: 50% clairette 50% grenache blanc.
Un bel colore quasi aranciato anticipa scorze di agrumi, canditi e
albicocca disidratata.
Poi affiorano note di erbe aromatiche, chinotto e mandarino.
E’ un bouquet complesso che conquista. Al palato è caldo e morbido.
Vent D’Anges 2013: carignano in purezza per questo bicchiere dal
color rubino trasparente, frutto di uve provenienti da vigneti centenari.
Niente solfiti aggiunti e pratica della biodinamica. Traspira gioventù,
mentre inebria con sentori  di rosa rossa, rovo, ribes rosso.
Audace 2013 : cinsault 100%. Solo cemento per questo vino rosso
color rubino, trasparente. Elegante con ricordi di amarena e piccoli
frutti rossi come il ribes.Fresco e quasi astringente al palato.
Equinox 2014:  carignano e merlot. Solo cemento come del resto
tutti i loro vini rossi. Sicuramente da aspettare.
Mostra un frutto fresco e succoso,piccoli frutti scuri.


Nella Regione della JURA invece mi sono lasciata conquistare dal
Fleur de Savagnin 2015  “en chalasse” (ouillè) della cantina
DOMAINE LABET :
terreni di marna blu, 100% Savagnin, vitigno rappresentativo e molto
interessante
di questa regione. La cantina produce due tipologie: Vins de voile
quella più tipica dello Jura, barrique usate scolme, che facilitano
lo svilupparsi di una voile di lieviti che protegge il vino dall’ossidazione
e conferisce degli aromi particolari. Vins ouillè, la barrique viene
riempita per evitare la formazione
della voile, cercando l’espressione più pura e vera del vitigno e del
terroir, come nel caso di questo Savagnin che ho preferito tra tutti
i vini in degustazione della cantina.Un bouquet floreale ed agrumato,
con ricordi di pompelmo. Una mineralità spiccata data da sentori
di pietra. Un sorso elegante. Molto interessante. Ne ho acquistato
delle bottiglie da riassaggiare con calma a casa.
Molto interessante comunque anche il loro Chardonnay
Vin de voile 2012,all’olfatto timo, maggiorana, netti sentori di
pietra scura, pietra focaia. Al palato sapidità  bilanciato da una
bella freschezza.

Nella regione della Languedoc ho incontrato questa realtà:
DOMAINE DE COURBISSAC che mi è piaciuta, e soprattutto mi ha
convinta il loro Orange 2016: da vitigni muscat e marsanne.
Lieviti indigeni e fermentazioni spontanee. Dorato quasi ramato
con riflessi aranciati, ventaglio olfattivo elegante giocato su note agrumate,
mandarino cinese e spezie esotiche.
Sorso caldo, minerale equilibrato da una bella freschezza.



In Borgogna ho trovato notevoli i vini della cantina
DOMAINE DES ROUGE QUEUES.
Il mio preferito, tra quelli in degustazione, il Premier Cru Moranges
2015, da dimenticare in cantina, pinot nero in purezza che si fa sentire
con una bella rosa canina all’olfatto e una manciata di spezie.
In bocca è astringente, ancora scalpitante con una bellissima freschezza.
 (Prezzo in cantina 24,8 + IVA)

In terra Slovena nel Carso ho trovato molto interessante la
Malvazija 2009 di STEMBERGER, lieviti indigeni e lunghe macerazioni.

Mentre in Catalogna mi sono fatta coccolare dalle bollicine dello spumante
Blanc de Blancs Brut Nature della cantina CLOS LENTISCUS,
pionieri dei vini naturali senza solfiti in Spagna. Un bouquet fine con
sentoridi fieno e paglia, accenni di crosta di pane e tostatura.
Buon equilibrio tra sapidità e freschezza al palato. Bollicina fine ed
elegante.

Ma tornando a casa in Italia, molte sono stati gli assaggi degni di nota.

Due Montepulciano d’Abruzzo molto interessanti sono stati quelli della
cantina AUSONIA che apprezzavo e conoscevo già e quello della cantina
RABASCO.
Il primo contraddistinto da una bella etichetta essenziale con una grande
farfalla nera stilizzata, annata 2014, solo acciaio, elegante rosa canina,
quasi astringente in bocca, da aspettare. Il secondo, due annate,
la 2014  e la 2015.Più interessante il Montepulciano 2015 dal naso
ricco di piccoli frutti scuri, mora, rovo. Caldo con tannino nobile,
elegante. Di corpo. Più consistente dell’annata precedente.

L’ Alto Adige difficilmente delude. Puliti e freschi i vini dell’ Az. agricola
RADOAR .Pochi ettari, rese basse e vigneti a 800 mslm.
Da segnalare il Muller Thurgau 2015  ETZA, da una selezione delle uve ,
matura in legno, più strutturato e complesso del Muller Thurgau 2015
(base).Esordisce all’olfatto con un mazzetto di erbe aromatiche e
l’inconfondibile mela verde. Fresco e minerale al palato.
Pulisce la bocca piacevolmente e l’impatto della maturazione in botte
risulta discreta lasciando spazio alle note varietali.

L’Aglianico è il ‘Barolo del sud’ e l’interpretazione dell’ azienda
agricola campana IL CANCELLIERE ( Montemarano in pr. di Avellino)
mi è piaciuta molto. Ottimi  tutti i prodotti degustati, ma soprattutto
l’Aglianico 2013, acciaio e poi maturazione in botte grande per
1 anno. Bouquet ricco;  rovo, note floreali di tulipano rosso, piccoli
frutti scuri. Succoso in bocca, fresco e molto tannico.
Taurasi 2011, matura 2 anni in botte grande per poi sostare
almeno un annoin bottiglia. All’olfatto è un rincorrersi di frutta viola,
piccoli frutti scuri, fiori rossi, liquirizia, note balsamiche e mentolate.
In bocca è un guanto di velluto, morbido, ma bilanciato da bella
freschezza e sapidità, poi mostra gli artigli con un tannino ben presente,
ma elegante.
Per le bollicine italiane sono loro 
 i Re di Villa Favorita :
CA’ del VENT e
CASA  CATERINA, che seguo ed
amo da parecchi anni.
Tra i vini in degustazione, tutti validi,
i miei preferiti sono stati:
Blanc de Blanc 2012 Pas Operè
di Ca’ del Vent, molto complesso, una
esplosione di agrumi, miele, resina e
scorzette d’arancia disidratate.
Fresco e sapido al palato.
Le Vieux de la Maison 2002 Brut Nature
di Casa Caterina (pinot grigio, pinot bianco),
grande bouquet da lunghissima sosta
sui lieviti,paglia, fieno si intrecciano a
sentori più complessi di tostato, noccioline e note fumè.Perlage fine elegante,
gentile al palato.


Bella sorpresa trovare in questo contesto la cantina piemontese
F.lli BARALE, che conosco da molto tempo e ho avuto il piacere
di visitarequalche annofa nel centro storico di Barolo.
Hanno sempre avuto un occhio attento al sano e al rispetto dell’ambiente
circostante, quindi aderire a
VinNatur è stato per loro un passaggio quasi naturale, la conseguenza
di una  filosofia portataavanti negli anni.
In assaggio un nobile Barolo 2013, dal bouquet intrigante di liquirizia,
viola, fiori secchi e una pizzico di spezie che anticipa un palato dal
tannino elegante e un sorso fresco.  
Bella interpretazione anche per il Barbera 2015 “La Preda”,
con leggera surmaturazione delle uve. Ancora un po’ giovane e aspro
in bocca di ribes rosso. Da aspettare, ma promette bene.

Rimanendo in Piemonte, ci spostiamo a San Marzano Oliveto in
provincia di Asti è qui che troviamo la fattoria CARUSSIN di BRUNA FERRO,
non si produce solo vino, ma anche birra e si allevano simpatici asinelli
per divertire grandi e piccini.
Notevole il loro LIA VI’ Barbera d’Asti 2016 dal nome dell’uccello
migratore  che sosta nella vigna. Nel vigneto  e cantina conduzione
biodinamica. Matura in cemento. Caratterizzato da profumi che ricordano
la rosa canina,l’arancia rossa. Bella freschezza al palato.

Sempre in Piemonte ho trovato questa affascinante realtà, solo un ettaro di vigneto
per la cantina COUTANDIN DANIELE a Borgata Ciabot - Perosa Argentina
in pr. di Torino. Nata nel 1997 per tentare di riportare in vita il Ramiè
un antico vino della tradizione prodotto con vitigni locali: Avarengo,
Chatus, Bequet… e molti altri.
Le vigne si trovano a circa 650 - 800 mslm, ma l’esposizione al sole
e le  temperature sono così miti e calde che fra i filari, crescono capperi,
finocchietto selvatico e fichi d’india, quasi a ricordare un paesaggio del
sud d’Italia.
Mi sono innamorata di questo Ramiè 2015, solo acciaio.
Profumi puliti di rovo e piccoli frutti, soffi di petali di rosa.
Equilibrato in bocca. Non ho resistito ad acquistarne un paio di bottiglie,
per bermelo  con calma a casa. Una chicca da non perdere.

A volte è bello ‘vincere facile’ e quindi,  come non fare una visita alla
cantina MARCO DE BARTOLI, a Marsala in Sicilia ?  
Tutti cavalli di razza i suoi prodotti, supremi il suo Grillo 2015 un bouquet
di fiori di zagara e agrumied il Vecchio Samperi (Grillo 100%),
fermentazione in fusti di rovere e castagno a temperatura ambiente.
Matura per circa 20 anni, con un’aggiunta del 5% di vinopiù giovane ogni
anno, utilizzando il tradizionale metodo perpetuo.
Un bel color oro che anticipa un ventaglio olfattivo ampio ed intrigante.
Frutta secca, datteri, resina, agrumi canditi ed un sorso che non si
dimentica.

Ma anche la mia regione ha proposto delle super eccellenze, ed
eccomi davanti al banco d’assaggi della cantina PICCININ DANIELE
a San Giovanni Ilarione ai piedi della Lessinia, nella Val d’Alpone.
Eleganti e caratterizzate da una stupenda freschezza e mineralità le
bollicine Metodo Classico Pa’ Dosè, 24 mesi sui lieviti, a base di
durella in purezza, un vitigno tipico di questa zona.
Veramente intriganteil Muni Bianco 2015, un vino fermo, non filtrato,
da uvaggio 70% chardonnay e 30% durella.
Lo chardonnay fa macerazione sulle bucce. Si presente con un bel
color oro. Al naso l’impatto olfattivo è notevole e complesso.
Le note fruttate, di susina verde in primis, si intrecciano a quelle
floreali di rubina, di lievito e ai sentori minerali di sasso.
Un vino di corpo, grande struttura. Sapido  e fresco di notevole
persistenza. Complimenti Daniele !


domenica 9 aprile 2017

26 MARZO 2017 - Vini di Territorio….vini FIVI  !


Vini di Territorio….vini FIVI  !

L’ultima domenica  di Marzo l’ho passata a Villa Gritti, a Villabella di San Bonifacio. Una giornata dedicata ai vini dei Vignaioli Indipendenti di Veneto, Trentino, Alto Adige  e Friuli . Alcuni produttori presenti nelle sale  della bellissima villa li avevo incontrati  un paio di settimane fa al Wine Experience  al 300% organizzato come ogni anno da Ais e dedicato alla Guida Vinetia. Ma torniamo  a noi…ed ai nostri Vignaioli Indipendenti, paladini del loro territorio, uniti  in un unico intento…dare maggior  valore e visibilità  a chi il vino lo segue davvero, dal campo,  alla vigna…fino alle ultime fasi di lavorazione. Forse  anche  per questo, erano tutti  presenti  al banco di degustazione, tranne qualche rara eccezione, col loro sorriso contagioso, malgrado la levataccia ed i mille impegni. Inutile dire che ho assaggiato tutti ottimi prodotti, ma ne citerò  solo  alcuni …
Come i vini di Antolini a Marano  di Valpolicella, tra cui spicca  quest’anno  l’ Amarone  Moropio 2013  in tutta la sua  eleganza,  ed i vini genuini e schietti di  Boscaini Carlo, nel cuore della Valpolicella  Classica, con i  vigneti  che  guardano  il paesino  storico  di  San Giorgio Ingannapoltron, splendida meta turistica. Vini con prezzi  ancora abbordabili in questo mercato a volte un po’ impazzito.



E poi come  non menzionare le bollicine Metodo  Classico de La Dama del Rovere, solo durella 100% ed il loro elegante Soave 2014 da vigne vecchie, solo garganega in purezza, un Soave che non ti aspetti, con una splendida freschezza ed eleganza, che ricorda alcuni grandi vini bianchi dei nostri cugini francesi.
Ma se parliamo di bollicine … imperdibili quelle di Casa Cecchin ! Verticale e graffiante la sua Riserva Metodo Classico Pa’ Dosè, 70 mesi sui lieviti, conquista e seduce anche chi la durella l’ha sempre snobbata!
E poi fantastici i vini di montagna di Maso Thaler, solo il luogo meriterebbe una visita, vigneti a 600 mslm. Mi sono piaciuti in particolar modo il Manzoni Bianco 2015, solo acciaio, con tutta la freschezza  e la bevibilità che solo certi microclimi riescono a conferire e poi il Pinot Nero 2013 dal bouquet intrigante di  spezie,  liquirizia, ribes rosso. Già elegante, ma con grandissime potenzialità ancora inespresse.
Interessante anche il Manzoni Bianco 2014 di Maso Murli, un mazzetto di erbe aromatiche e macchia mediterranea, fresco, dal sorso che invita alla beva e gradevole mineralità. Equilibrato.
Ci spostiamo poi verso il mare a Caorle (VE) ...eh già ...qui l’azienda La Frassina produce dei vini che non ti aspetti...qui non c’è collina...qui siamo davvero in pianura...più di pianura...qui siamo sul mare…eppure in questo terroir così particolare nascono Lison 2016, solo acciaio, una macedonia di frutta tropicale, che poi lascia spazio ad una decisa pera William. Bellissima sapidità al palato… che sa proprio di mare.  Si fa notare anche il Refosco dal Peduncolo Rosso 2012, una bella rosa canina, al palato quasi astringente, ma con un tannino non troppo tagliente.


Spostandoci in Friuli, sempre una conferma sono  i vini di Vie Di Romans, tra  quelli in degustazione, ottimo il Sauvignon 2014 contraddistinto da una grande pulizia nei profumi. Sentori di mentuccia e pompelmo, ed i vini di Venica, notevole il Friulano, pulito, minerale, dal sorso ricco ed appagante.
Riparlando di vini della Valpolicella, mi inchino davanti all’eleganza superba dei vini di Zymè e all’ Amarone Classico 2011 di  Ca’ La Bionda splendida interpretazione della zona di Marano.
Valentina Cubi invece convince con il suo Amarone Classico 2010, che esce per la prima volta con questa annata come biologico.
Curioso il Zurlie della cantina Massimago che produce nel formato  mezzo litro, un vino rifermentato in bottiglia da uve corvina, corvinone e rondinella, un’idea pensata per i giovani e che vuole essere una valida alternativa al mondo delle birre artigianali. Ma i vini che mi hanno più convinta sono sicuramente il loro Valpolicella Superiore Profasio 2013 dal frutto croccante  e l’Amarone 2012 .
Per quanto riguarda invece la zona dei Colli Euganei, vi consiglio i vini di Quota 101  





lunedì 3 aprile 2017

Wine experience  300%   


Wine experience  300%   -  12 Marzo 2017 -

Villa Emo  a Fanzolo di Vedelago (TV)







La splendida villa del Palladio è stata invasa il 12 Marzo da un afflusso
di appassionati, Sommelier e WineLovers per festeggiare i 100  migliori
produttori del Veneto selezionati dalla Guida Vinetia, ed assaggiare i
loro vini. Ben 300 vini !


Degna conclusione di un lavoro che ha occupato per mesi, me compresa,
degustatori ufficiali  Ais, gruppo redazione e gruppo Servizi.
Un lavoro veramente immenso: 2200 vini valutati, 13.000 schede prodotte…
Le tante etichette degustate alla cieca ...si sono trasformate a Villa Emo
in bottiglie luccicanti sotto i portici illuminati da un caldo sole primaverile.
Ma la soddisfazione più grande è stata vedere i produttori in prima linea,
raccontare col sorriso il frutto del loro lavoro. E allora noi abbiamo bevuto
un po’ della loro passione, come fosse una pozione magica, in quel
bicchiere di vino baciato dal sole che da’ gioia e spensieratezza.