domenica 27 novembre 2016

Giganti di Langa



                   Giganti di Langa

           Villa Quaranta Park Hotel 20 Novembre 2016

Un convegno “Vignaioli si nasce o si diventa ? “, due degustazioni a numero
chiuso, una dedicata alla verticale di Barolo Monprivato della prestigiosa 
cantina Mascarello e  l’altra  dal tema molto vivo:
 “Barolo e Barbaresco a confronto”,  ed un interessante banco d’assaggio 
con oltre 40 aziende. 
Tutto questo nella splendida cornice di Villa Quaranta, storico edificio tra i più 
belli della Valpolicella. 
Evento organizzato dall’associazione culturale Arte&Vino

E proprio qui in Valpolicella, nella terra del grande Amarone, abbiamo ospitato 
forse il Re dei vini rossi italiani: il Barolo.
Ma non è stato l’unico protagonista, tra i ‘Giganti di Langa’ sempre più emerge 

con eleganza il Barbaresco, dalle mille sfumature a seconda della microzona.
E poi non dimentichiamo la Barbera capace di regalare bellissime emozioni. 

Presenti alla manifestazione molti dei produttori. Atmosfera tranquilla e 
rilassata, ottimale per poter degustare con calma ed apprezzare tutte le 
eccellenze di questo magnifico territorio.


Interessante la cantina Ca’ del Baio, quasi tutta al femminile.
In degustazione un Nebbiolo 2015, solo acciaio, da bere giovane tutto 

d’un fiato, ed un Barbaresco Vallegrande 2013 di carattere, che mostra tutta 
la sua irruenza ed aggressività condita da una bellissima mineralità, 
da aspettare a lungo .
Elegante dai profumi che ricordano una rosa appena sbocciata, 

il Barbaresco 2009 Val Grande (che riporta in etichetta ancora l’antico nome
 ‘Val Grande’ che poi diventerà nelle annate successive ‘Valle Grande’ ) .


Immancabile la cantina Ferdinando Principiano sempre presente alle 
manifestazioni di nicchia, ritrovata più volte sia a ViniNatur,  che ad altri 
eventi in giro per l’Italia.
Viticoltura biologica e biodinamica, da quest’anno si sperimenta
per rinunciare
all’utilizzo del rame.
Barbera d’Alba 2013 La Romualda: un frutto accattivante e una piacevole
freschezza.
Barolo 2012 Ravera di Monforte: floreale con sentori di rovo, al palato mostra tutta
la sua giovane età,  astringente con un tannino scalpitante, fresco e minerale.
Ma la scena la ruba sicuramente il Barolo Boscareto 2009, 4 anni di maturazione in
botte grande, terreno più calcareo rispetto al precedente, bouquet ampio con sentori speziati, liquirizia. Sensazioni minerali, che anticipano una splendida sapidità anche al palato. Ricordi di rosa canina. Bella trama tannica,  grande struttura, persistente.

Un vero principe.
Altra cantina che non delude mai le aspettative è quella di Ciabot Berton

situata a La Morra, che può vantare vigneti nei cru storici: Roggeri, San Biagio, 
Rive, Cappallotti, Prie e Rocchettevino. 
Iniziamo la degustazione per scaldare i motori con un Langhe Nebbiolo 2014, breve 
maturazione in botte grande. Ventaglio olfattivo che richiama sentori di rosa canina e
spezie, polvere di marmo. Discreta morbidezza accesa da un nobile tannino.
Poi passiamo al Barolo  La Morra 2012, da vigne giovani, molto verticale,
tannino vivo, buona acidità che gli regala una spiccata freschezza, sentori 
ancora quasi verdi. Elegante, ma ancora giovanissimo. Da riassaggiare tra 
un un po' di anni. 
Barolo Ciabot Berton 2012 è il barolo 'aziendale' da uve provenienti dai 3
vigneti: Roggeri, Bricco San Biagio e Rive. 24 mesi di maturazione in botte 
grande. Bouquet elegante, rosa, frutta rossa sotto spirito. Grande pulizia di 
bocca, tannino ben presente seppur più levigato rispetto al precedente.
Saprà regalare in futuro grandi emozioni, bisogna solo saper aspettare...
Barolo Rocchettevino 2011 da uve provenienti dalla sottozona Rocchettevino,
a circa 400 mslm. Maturazione di circa 24 mesi in botte grande. 
Annata più calda rispetto al 2012.
Una esplosione di profumi, frutta sotto spirito, china, spezie in primis, per poi 
svelare note di liquirizia quasi mentolata. Tannino nobile, sorso fresco e sensuale.
Grande carattere. 
Barolo Roggeri 2011,  da uve provenienti dalla sottozona Roggeri posta più in
basso a circa 300 mslm. , su terreni argillosi. Matura in botti di rovere francese e successivamente in botti di rovere di slavonia. Molto diverso dai precedenti, 
apre su profumi che ricordano la prugna sunset, la liquirizia. Si adagia morbido
sul palato e vellutato. Lunga scia di liquirizia in finale.



Un'azienda relativamente giovane è quella di MASSIMO RIVETTI,
nasce nel 2000 a Neive anche se può vantare una lunga esperienza 

nel settore da generazioni. In conversione biologica, ma già dal 2009
non vengono più utilizzati pesticidi e fertilizzanti. Utilizzo di lieviti 
indigeni.
In degustazione un Langhe Nebbiolo 2014 , 100% Nebbiolo, un anno
di maturazione in botte grande, molto speziato con sentori netti di 
liquirizia. Tannino deciso e ancora graffiante.
Barbaresco 2013  elegante, fresco e tannico con ritorni di liquirizia. 
Ancora molto giovane, ma già godibile se ben abbinato col cibo.
Barbaresco Froi 2013 prende il nome della casa essendo la selezione
di uve delle vigne attorno all'azienda. Matura in botte grande di rovere
di Slavonia come vuole la tradizione. Particolarmente fruttato, entra 
morbido per poi mostrare una bella freschezza ed un tannino nobile ben
presente. Un gradino sopra il precedente. Colpisce e conquista.
Ma ancor più intrigante mi è parso il Barbaresco Serraboella 2012
da vigne vecchie. Un bouquet ampio  e complesso con note di frutta 
sotto spirito, petali di fiori rossi e viola macerati che si  intrecciano 
a sentori di liquirizia e mentuccia. Tannino ruspante ancora da 
domare.

Bellissima realtà a Serralunga d'Alba è quella di ETTORE GERMANO,
sinonimo di qualità ormai da molti anni.
Sono vini puliti, diretti e di territorio quelli che ritroviamo qui:
Langhe  Nebbiolo 2015, un cesto di petali di rosa, speziato con 
una incredibile pulizia all'olfatto, ma anche al palato. Bellissimo, 
splendida beva. 
Barolo Cerretta 2011, la rosa canina in primis e poi arrivano 
all'olfatto piccoli frutti rossi e leggere note speziate. Pulito e 
fresco con trama tannica nobile.
Ma la pura apoteosi del piacere arriva con il Barolo Prapò 2009,
24 mesi in botte di rovere e 15 mesi di affinamento in bottiglia.
All'olfatto arrivano sentori più dolci rispetto al precedente, sentori che
ricordano le more di gelso e piccoli frutti. Al palato plana
setoso, morbido, avvolgente. Tannino ben  fuso con una discreta
freschezza e mineralità.
Continua l'estasi con il Barolo Lazzarito Riserva 2009
da vigne vecchie di circa 85 anni.
Matura circa 3 anni in botti di rovere. Ampio ventaglio olfattivo con 
ricordi di piccoli frutti rossi, liquirizia mentolata e spezie. Grande
trama tannica, e grande struttura, di notevole persistenza. Un vero
e proprio 'Gigante' .

Il futuro è Bio, e questo ce lo racconta bene la produttrice Marina 
Marcarino dell' Azienda Agricola PUNSET.  Rimango incantata
ad ascoltarla, impossibile non captare la grande passione che
si cela dietro un immenso lavoro ed una filosofia di vita.
"La GIOIA si diffonde e porta energia positiva ",  Marina si 
riferisce alla gioia di amare il proprio lavoro e la propria terra.
L'azienda è certificata biologica e adotta anche tecniche 
biodinamiche, oltre alla tecnica di potatura giapponese di 
Masanobu Fukuoka. Mi incuriosisco parecchio, ed ecco che 
mi consiglia un libro di cui prendo subito nota 'La rivoluzione
del filo di paglia" di Masanobu Fukuoka. 







Iniziamo la degustazione con Barbera d'Alba e Langhe Nebbiolo 2014
che colpiscono per i loro sentori ancora molto vinosi accompagnati 
da una bella freschezza e mineralità.
Per poi proseguire con un Barbaresco 2011 che matura in botti di rovere
per 2 anni. Apre all'olfatto con note mentolate e balsamiche. Poi fanno 
capolino sentori di piccole bacche scure. Al palato è fresco grazie ad una
bella acidità con tannino levigato ed elegante.
Ma il mio preferito è sicuramente il Barbaresco Riserva 2008   
Campo Quadro, da un singolo vigneto di poco più di un ettaro, 
Campo Quadro posto a 420 mslm. Matura 30 mesi in barili da 5/7 hl 
Una rosa canina dirompente, che ammalia e si fonde con le note 
speziate. Al palato è quasi astringente con trama tannica nobile
e di grande impatto. Ancora giovane, saprà stupire tra qualche anno.

Azienda Agricola BREZZA, situata a pochi passi dal centro di Barolo
vanta una lunga storia che inizia nel 1885.  Producono molte tipologie
di vini, in degustazione alla manifestazione solo: Dolcetto d'Alba e
Nebbiolo d'Alba.
Dolcetto d'Alba 2014 , tappo di vetro. Maturazione in vasche di 
acciaio e cemento. Profumi e sensazioni gustative giocate su un 
bel frutto e una piacevole freschezza.
Nebbiolo d'Alba 2015, solo acciaio, fresco, diretto. Bella acidità
che gli regala una freschezza che invita ad un nuovo sorso.
Ancora giovane anche se concepito da bere senza aspettare 
troppo. Chiusura con tappo a vetro. 

L' Azienda Agricola BOVIO  si trova a La Morra
Assaggiamo Barbera  d'Alba 2015, solo acciaio,  di un bel color porpora
 sentori vinosi e fruttati.  Caldo al palato.
Ma soddisfazione maggiore ci giunge dal Barolo 2012, maturazione
in botte grande, rosa canina che arriva diretta alle narici, tannino 
ben presente ancora scalpitante e una bella acidità. Un bebè.

La  storica cantina PIO CESARE, nata nel 1881 ad Alba ha portato
in degustazione una sorprendente FREISA 2014, quello che si può
definire il vino da 'Pic nic', di facile beva, fresco e fruttato, lo immagino
con un cesto di vimini con pane  e salumi  in una bella giornata di sole
all'aperto !
Più impegnativa invece, e di gran classe la Barbera d'Alba, con
profumi di viole e sottobosco che rincorrono sentori fruttati, che poi
ritroviamo piacevolmente anche al palato. Bel frutto croccante,
sorso fresco e sapido. Una signora Barbera !
   
Torniamo nella zona di Neive con i vini della nota cantina
SOTTIMANO
Iniziamo con un Langhe  Nebbiolo 2014, matura in botte
piccola per circa 15 mesi. All'olfatto rivela tutta la sua
eleganza con sentori netti di rosa e spezie. Sorso fresco 
e tannino nobile. Equilibrato seppur ancora giovane.
Proseguiamo poi con un Barbera d'Alba Superiore 2015,
matura per circa 15 mesi in piccole botti. Bouquet 
intrigante con note di ciclamino  e violetta, ricordi di sottobosco
e piccoli frutti rossi. Discreta morbidezza e bell'equilibrio.
 Una buona mineraltà e freschezza ne prolungano il ricordo. 

Siamo a Serralunga d'Alba con l'Azienda Agricola SCHIAVENZA
ed il loro Barbera d'Alba 2015, solo acciaio, ancora molto vinoso
ed astringente.   Per poi passare all'assaggio del Barolo 2012, che
matura in botte grande e barrique e che conquista con il suo 
ventaglio di profumi floreali di ciclamino e violetta selvatica 
intrecciati alle note di liquirizia e spezie.  Al palato è fresco e
quasi astringente con tannino ben percettibile seppur abbastanza
levigato.


 

Ritorniamo a Neive con l'azienda FABRIZIO RESSIA.
Il loro Barbaresco Canova 2013 matura in botticelle da 10 hl e
botti di Slavonia da 1500 litri. Rosa canina in primis si avverte al naso,
e poi nuance speziate e minerali. Elegante e fresco, presenta un tannino
nobile ben domato
  
 


DELTETTO si trova a Canale, nel cuore del Roero, produce vini
nelle zone del Roero e delle Langhe.
In degustazione: Barbera d'Alba 2015 e Barbera d'Alba Superiore
"Rocca delle Marasche" 2012, entrambe molto interessanti.
La prima più giovane e diretta, la seconda più intrigante con una lunga
maturazione in botti piccole. Dal colore rosso quasi porpora, la Barbera
d'Alba Superiore "Rocca delle Marasche" colpisce per l'incredibile
morbidezza accentuata probabilmente dalla surmaturazione delle uve
per circa 8 gg e dal lungo affinamento. Grazien anche ad una
piacevole freschezza si ritrova in questo vino un perfetto equilibrio
ed un sorso gustoso. Caldo al palato con finale di frutta in confettura.

Langhe Nebbiolo 2014 non delude, freschezza che invita alla beva.
Anche per il Roero vengono proposti 2 vini, il Roero 2013 che
matura in botte grande e presenta una notevole freschezza al palato;
e il Roero Riserva Braja 2012 da vigne vecchie, che matura per
24 mesi, 50% in botte grande e 50% in botte piccola. Molto
fruttato all'olfatto con ricordi di piccoli frutti rossi. Intriganti
note di rosa si ritrovano poi anche al gusto con la sensazione
quasi di masticarne i petali. Grande stoffa !
Barolo "Bussia " 2010 matura in barrique per circa 24 mesi.
All'olfatto apre su sentori di frutta viola, come la prugna secca
e confettura. Morbido e caldo al palato pur mantenendo una
splendida freschezza.



 
A Vezza d'Alba nel 1959 nasce la CANTINA del NEBBIOLO, una
cooperativa che ad oggi conta 180 soci per circa 300 ettari di vigneto
di cui l'80% sulle colline del Roero ed il restante 20% in altre zone.
In degustazione Nebbiolo d'Alba 2014, Barbaresco 2012, Barolo 2012,
Barolo 2011. Degusto tutti e 4 i vini e vista l'annata, i 2 Barbaresco 2012 me li
aspettavo un po' più 'ruspanti'. La mia preferenza cade sul Nebbiolo
d'Alba 2014, maturazione in barrique, convince più in bocca che al naso.
Al palato piace! Un bel frutto, ed un bell'equilibrio giocato su una
discreta acidità ed un tannino nobile ben domato.

A Diano d'Alba sorge l' Azienda Agricola Fratelli ABRIGO, 
il loro vino di punta è il Dolcetto di Diano d'Alba Docg, anche se
sono molte le tipologie prodotte, dall'Alta Langa  Metodo Classico,
dai bianchi fermi, ai rosati per poi passare ai vini rossi come
la Barbera d'Alba e al Nebbiolo d'Alba...
In  degustazione quello che più mi ha colpita è il
Dolcetto di Diano d'Alba Docg Sorì del Berfi 2015,
da uve provenienti dai Sorì, le zone meglio esposte e più assolate.
Il colore è un rosso rubino quasi porpora con riflessi violacei.
All'olfatto è vinoso e fruttato con un floreale che ricorda fiori di
violette, viole del pensiero e ciclamini. Al palato entra morbido,
e vellutato per poi mostrare una bella vena acida, che gli conferisce
una buona freschezza che rende più 'ghiotto' il sorso.


Nel 1986 nasce l'Azienda Agricola CAREGLIO a Baldissero
d'Alba nel Roero. Tra i vini in degustazione colpisce la
Barbera d'Alba 2014, solo acciaio, tutta giocata su un
frutto croccante ed un buon equilibrio, con discreta
freschezza e tannino levigato.

Un'azienda giovane è quella di CASCINA RABAGLIO, 
in degustazione Nebbiolo, Barbaresco  e Barbera d'Alba.
E' proprio quest'ultima che cattura la mia attenzione...
Matura 6 mesi in piccole botti , frutta accattivante,
freschezza e buona trama tannica.

E poi la storica cantina ODDERO a La Morra, in
degustazione Barbera d'Alba 2013,  Langhe Nebbiolo 2013,
Barbaresco 2013, Barolo 2012, Barolo 2011, tutti giovanissimi e
con grandi  potenzialità...
Mi soffermo sul Barbera d'Alba 2013, solo acciaio,
giovanissimo, dà una ventata di freschezza al palato
abbracciandolo con tutta la sua acidità; e sul Langhe Nebbiolo 2013
anche questo solo acciaio, lascia ampio spazio al
varietale e alle note accese della gioventù, mi intriga
il forte profumo della rosa canina ed una bellissima
freschezza che invita ad un nuovo sorso.

E per concludere l'azienda Fratelli AIMASSO a Diano 
d'Alba,  con il loro Barbera d'Alba 2014, il Diano d'Alba 
Superiore 2014 ed il Barolo Brunate 2012
Quest'ultimo interessante e molto piacevole, degna 
conclusione di una bellissima degustazione di grandi 
vini e GRANDI PRODUTTORI ! 


Molte altre le aziende presenti degne di nota, 
tra cui:
Abrigo Giovanni, Adriano Marco e Vittori, Az.Agricola
But di Meistro Flavio, Az. Agr.Ca' Richeta, Az. Agricola
Ca' Viola, Fassino Giuseppe, Az. Agr. Mustela, 
Palladino, Castello di Neive, Cortese Giuseppe, 
Fabrizio Ressia, Fretelli Serio e Battista Borgogno,
Giulia Negri, La Bioca, Marchesi di Barolo, 
Mauro Mascarello, Paitin di Pasquero-Elia, 
Poderi Colla, Poderi Moretti, Serradenari, Vite Colte.

Con la certezza di rivedere tutti il prossimo anno, 
magari ancor più numerosi, invito tutti ad 
una gita in questa bellissima terra piemontese.




mercoledì 16 novembre 2016


                  Maso Michei e Borgo dei Posseri
                         veri "Vini di Montagna"
        ospiti a  "Las Dolce Vita" di Arcè di Pescantina

9 Novembre 2016 

 "Quanto conta il terroir a dispetto del vitigno ?
E' forse questa la domanda che più mi rimbalza in testa dopo aver visitato i
luoghi dove nascono i vini di Maso Michei e Borgo dei Posseri nella
Valle dei Ronchi e dopo aver degustato questi vini dalla forte personalità.
...e a questo quesito se ne è aggiunto un nuovo:
"Quanto influisce la personalità e la filosofia del vignaiolo in tutto questo ?"

Mercoledì 9 Novembre presso il locale "La Dolce Vita" di Arcè di Pescantina
in pr. di Vr, abbiamo avuto la fortuna di partecipare ad una interessante
degustazione di alcuni vini bianchi di questi due produttori. Chiudendo con
una grande sorpresa: l'assaggio del loro Metodo Classico 36 mesi sui lieviti,
semplicemente divino.
Giuseppe Tognotti (Maso Michei) e Martin Mainenti ( Borgo dei Posseri) ci
hanno raccontato con semplicità la loro storia ed il loro quotidiano.
Ci hanno conquistati con i loro modi diretti e schietti. Poi all'assaggio tutto
ha avuto una conferma, l'identità 'montanara' di questi vini scalpita nel
bicchiere ed eleva la nostra mente...
evocando immagini di cieli tersi e caldi colori autunnali.
Quasi un sacrilegio degustarli senza aver prima fatto una visita in questi
splendidi luoghi, in una valle, quella dei Ronchi racchiusa tra le Piccole
Dolomiti ed i Monti Lessini, poco conosciuta, ma forse per questo ancora
molto selvaggia.

MASO MICHEI è un maso ristrutturato del '500, a 823 mslm, qui si parla
davvero di coltura eroica...le viti sono 'appese', aggrappate al terreno in
pendii che vanno dagli 800 ai 900 mslm. Circa 10 ettari in tutto, coltivati
a Gewurztraminer, Muller Thurgau, Pinot Nero ed altre varietà
sperimentali. La vista da qui è uno spettacolo, la regina della scena è
indiscutibilmente la natura. Grandi sbalzi termici tra il giorno e la notte,
grandissime acidità dell'uva che conferiscono ai vini una freschezza
disarmante. Questi sono i vini di Giuseppe !
Non importa se si degusta un Gewurztraminer
(Annada Gewurztraminer 2015 Igt Vallagarina) o
un Muller Thurgau
(AdAnna Muller Thurgau 2015 Igt Vigneti delle Dolomiti) , come nel
nostro caso, entrambi hanno un unico filo conduttore, caratteristiche
ben precise dettate da questo fantastico terroir , che li rende veri vini di
montagna ! Il vitigno passa quasi in secondo piano, senza essere
snaturato. E poi entra in scena la filosofia del produttore, rendere la vite
forte rispettando l'ambiente circostante e mantenendo integro questo
piccolo ecosistema.
I due vini prendono il nome delle figlie di Giuseppe: Anna ed Ada,
combinati in ordine diverso.

AdAnna Muller-Thurgau 2015:  all'olfatto è intenso, sentori che
ricordano le foglie di mentuccia selvatica, il cedro e frutta di pesca
noce. Note minerali anticipano un palato di grande sapidità. La
freschezza che caratterizza tutti i vini della cantina si percepisce
netta ed invita a berne un altro sorso.

Annada Gewurztraminer 2015: bouquet di erbe aromatiche,
salvia, mentuccia, petali di rosa bianca e soffi agrumati.
Al palato ritroviamo anche qui una sfacciata, ma piacevole
freschezza.

Per maggiori informazioni: http://www.masomichei.com/


BORGO DEI POSSERI copre una vasta area di circa 230 ettari
tra la Valle dei Ronchi e la Valle di San Valentino, dove si
alternano boschi e pascoli.
Solo 20 ettari sono coltivati a vigneto.
Si coltivano Gewurztraminer, Sauvignon, Muller Thurgau,
Pinot Nero ed altre varietà. I vigneti sono coltivati dai 500 mslm
fino ad arrivare oltre gli 800 mslm. Terreni e microclimi molto
diversi tra loro. Massima attenzione al rispetto dell'ambiente, non
vengono utilizzati diserbanti e vengono adottati trattamenti biologici.
Nascono qui vini di grande eleganza . Per i curiosi e per chi ama
stare all'aria aperta ed immergersi nella natura, Borgo dei Posseri
dà la possibilità di effettuare delle bellissime gite. All'interno
della grande tenuta sono previsti degli itinerari che conducono
l'ospite ad esplorare radure, boschi, masi e vigneti. Sono stati
allestiti  anche dei gazebi per permettere ai visitatori di
degustare il vino seduti ad ammirare i vigneti da cui sono nati.

Questi i vini di Borgo dei Posseri degustati durante la serata:
FURIEL Sauvignon Blanc 2015 Igt Vigneti delle Dolomiti e
ARLIZ Gewurztraminer 2015 Igt Vallagarina .
Rispetto ai due vini di Maso Michei presentano un titolo
alcolometrico più alto, dovuto alla diversa esposizione ed
acidità un po' più basse.

FURIEL SAUVIGNON BLANC 2015: Cattura sicuramente
l'attenzione questo sauvignon in purezza, solo acciaio, intenso
con un elegante bagaglio olfattivo, sentori di erbe aromatiche,
ortica, maggiorana, salvia e netti sentori di fiori di sambuco.
Sapido e fresco il sorso, ma molto equilibrato con una lunga
persistenza. Difficile dimenticarlo.

ARLIZ Gewurztraminer 2015: All'olfatto intrigante e
minerale, caldo al palato, con un titolo alcolometrico
importante, ma ben fuso con le altre componenti
rendendolo equilibrato e di grande eleganza. Notevole
la persistenza, lungo permane anche a bicchiere vuoto.

Per maggiori informazioni:
http://www.borgodeiposseri.com/








sabato 27 agosto 2016

Come una calamita...

Impossibile resiste al magnetismo di questo luogo ...proprio qui, a Gambugliano in provincia di Vicenza, in mezzo al bosco, lontano dal rumore cittadino, si trova il 'covo' di Marco Buvoli, ossia l'Opificio del Pinot Nero, di cui ho già parlato in questo blog, e che sono tornata a trovare con un gruppo di amici sommelier e wineLovers nel mese di Luglio.
La sala degustazione stile bonsai non si prestava ad accogliere un gruppo numeroso, ed è così che Marco ci fa accomodare nel grande portico adiacente la cantina. Con nostra grande gioia, vista la stagione! E' sempre interessante degustare i suoi vini e mi piace osservare le impressioni a caldo di chi non conosce questi prodotti; certo non sono facili, ma sanno conquistare ed incuriosire i più esperti e sicuramente colpire positivamente i meno avvezzi a certe tipologie di spumante. Qui è tutto Pinot Nero in purezza con lunghe evoluzioni, per gli spumanti Metodo Classico si arriva a più di 10 anni sui lieviti. Non mancano però alcuni spumanti più facili, chiamarli 'base' è troppo riduttivo, per abbinamenti più semplici e capaci di abbracciare un pubblico più vasto. Mi riferisco allo Spumante Metodo Classico Tre ROSE' Extra Brut e allo Spumante Metodo Classico Quattro Brut .
Già da questi si intuisce una certa eleganza e pian piano si entra nel mondo Buvoli...
Molto interessante rimane lo Spumante Metodo Classico Cinque Pa' dosè, che sosta 5 anni sui lieviti, bollicina cremosa e bouquet intrigante con note leggermente ossidate, ma piacevoli, speziato con ricordi di zenzero, agrume e nespola che si intrecciano ad una mineralità elegante. Discreta persistenza.
Ma il mio preferito ...quello che quando lo bevo ...dico sì, questo è proprio lui, e mi proietta nell' OPIFICIO del PINOT NERO, rimane lo Spumante Metodo Classico Super Sei Extra Brut .Nasce da un assemblaggio di vini di numerose annate, di cui una parte proveniente da una riserva vecchia affinata in legno.  Bellissima veste dorata, che rivela la lunga permanenza sui lieviti, 6 anni come indica il nome. Intenso all'olfatto con un ventaglio di profumi ampio, che apre su note di nocciola e paglia, per poi svelare subito un piacevole agrumato, speziato di zenzero. Al palato una bellissima freschezza che non ti aspetti...ed invita alla beva (impossibile non finire  la bottiglia!).  Sapido con lungo finale...difficile cancellarne il ricordo...
Al secondo posto e molto più difficile come approccio, si riconferma lo Spumante Metodo Classico " 10 e Mezzo" Extra Brut. Nasce da un assemblaggio di vini di numerose annate, di cui una parte proveniente da una riserva vecchia affinata in legno. Sosta lunghissima sui lieviti per oltre 10 anni. Il colore oro antico anticipa un bouquet complesso ed evoluto. Una esplosione di profumi, leggere note ossidate piacevolissime, speziato, riconoscibili zenzero, curry, curcuma. Ricordi di  mela cotogna e uva passa. Minerale con soffi di resina di pino. Buona persistenza, intrigante ed elegante. L'abbinamento può risultare difficile, in realtà provato in passato con un Monte d'allevo 18 mesi è perfetto !
Ma l'Opificio del Pinot Nero non è solo Bollicine...e Marco ci fa degustare anche un interessante Pinot Nero 2013 di un bel rubino vivace. Bouquet davvero elegante, note speziate, pepe bianco, liquirizia, e poi rovo, rosa canina. Una buona acidità che gli regala una bella freschezza, pur mantenendosi morbido e già abbastanza equilibrato al palato.

Questa realtà si sta facendo conoscere pian piano... raccogliendo consensi anche in altre regioni d'Italia, noi ci auguriamo che Marco prosegua così...con la sua filosofia, senza lasciarsi invogliare dai gusti troppo facili del Mercato...
A breve ...la recensione di una novità...perchè all'Opificio si continua a sperimentare...e quindi ...è nato anche RICH uno Spumante Metodo Classico 4 mesi sui lieviti ...non più Pinot Nero in purezza, ma una cuveè di Chardonnay, Riesling e Pinot Nero. NON VEDO L'ORA di DEGUSTARLO !!


 

mercoledì 3 agosto 2016

LUGLIO 2016 : DISCIPLINARE VinNatur .



Raggiunto un grande obiettivo da parte dell’associazione VinNatur,  fondata da Angiolino Maule, attuale presidente:  è stato approvato il nuovo disciplinare, che mette nero su bianco le pratiche in vigna e in cantina ammesse e non ammesse. Firmato dalle cantine socie, che si sottoporranno anche a rigidi  controlli annuali da parte di alcuni enti certificati riconosciuti MIPAAF.
Il Disciplinare redatto in maniera chiara e dettagliata può essere visionato sul sito ufficiale : http://www.vinnatur.org/disciplinare-di-produzione-del-vino-vinnatur/

Direi che ora la cosa più importante è far rispettare le regole, sarà questa la parte più difficile a dimostrazione della serietà e del rispetto del consumatore finale. 
Dal 2008, ogni anno VinNatur monitora le aziende aderenti, analizzando i loro vini  
per verificare l’assenza di residui di pesticidi (ne vengono cercati circa 200) e chi 
viene colto per 3 anni in fallo, deve lasciare l’associazione.
Il disciplinare sarà  in vigore dall’annata 2017.  


Vi seguiremo con piacere ...in questo viaggio ...perchè il vino 
oltre che buono deve essere anche sano !